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Corriere d´Italia, Gennaio 2005

 

Incontri con gli Dei

Un'intervista di Giovanni Corcagnani

Oltre duecento persone hanno assistito a Colonia alla presentazione del volume autobiografico scritto dall'emigrato a Colonia, Bruno Cisamolo.
"Incontri con gli Dei", il titolo azzardato del libro, ora presentato nella traduzione tedesca, racconta gli anni trascorsi in Kenya dal "giramondo" Cisamolo, prima che egli si stabilisse a Colonia.
Ha partecipato Charly Wagner della WDR che ha letto pagine del volume, mentre su uno schermo venivano proiettate foto degli anni in Kenya.

Sig. Cisamolo, Lei ha iniziato molto presto l'avventura dell'emigrato. Come e perché ha dovuto emigrare?
Nel '64 avevo appena 27 anni. Curavo già un'attività in proprio quando la prima "congiuntura" italiana mi ha stroncato le gambe e mi sono visto costretto ad accettare un lavoro in  Kenya. Dovevo installare ed avviare la produzione di un pastificio per il gruppo Buitoni, una missione di otto o dieci mesi ma alla fine sono entrato nell'azienda ed ho continuato per oltre dieci anni. Dell'emigrato però ho sempre vissuto la dimensione positiva: emigrare e lottare nei nuovi ambienti per affermarsi ed affermare la propria identità e le proprie potenzialità ovunque.

Oltre che emigrato Lei può essere considerato un vero "giramondo", instancabile nel cercare nuove esperienze e nel tessere nuove relazioni. Come ha affrontato e risolto il problema dell'incontro di usi, costumi e tradizioni così diverse dalle Sue nei vari Paesi dove è stato  ed in particolare in Africa?
Ho cominciato a girare il mondo partendo da uno dei paesi più arretrati, il Kenya. L'incontro è statoper me un vero e proprio "scontro" con un mondo totalmente diverso dal nostro. Ho dovuto imparare tutto da zero ma fin dall'inizio ho trovato la cosa molto affascinante, una vera scuola di vita. Per me è stato subito evidente che, cercando di capire quelle popolazioni, avrei dovuto imparare a vedere ilmondo, la natura e la vita da un punto di vista completamente nuovo. Sarebbe stato un altro tipo di scuola: del resto per me imparare è stato sempre uno degli interessi maggiori. Nell'incontro-scontro nessun cedimento o assimilazione ma una "integrazione reciproca" con la cultura e le tradizioni incontrate.

Skipper e pilota, uomo di mare e di cielo, ha girato ilmondo spinto anche da una forte passione ed ammirazione per la natura e gli animali. Come spiega questa Sua instancabile ricerca?
Nasciamo, cresciamo e viviamo in un mondo per certi aspetti "artificiale", dove i concetti di bellezza e di armonia ed infine anche di umanità sono falsati da luoghi comuni, consuetudini e obblighi di ogni genere. Se ci concedessimo il tempo, il coraggio e la volontà di guardare il mondo, la vita e la natura nella loro essenza vera, ci accorgeremmo che, al di la' delle nostre conoscenze e dei nostri preconcetti, c'è molto di più, c'è tanta bellezza, armonia e quindi più "umanità" che non siamo più capaci di "sentire e sperimentare nel profondo". Ho avuto l'occasione di affacciarmi al di la' dei nostri confini e limiti ed ho "scoperto" realtà stupende. Nella natura ho trovato la mia maestra di vita. Così, gradualmente, mi sono accorto che non mi bastava più "vedere" la natura e gli animali; ho sentito la necessità di studiarli e di vivere con loro. Aniché accontentarmi di ammirare la magnificenza di un branco di elefanti ho sentito la necessità di capire i problemi familiari che li affliggono. Ho giocato coi delfini ore ed ore, ho studiato il comportamento dei leoni e le abitudini delle balene. Ho avuto contatti con popoli di lingue, religioni e culture diverse in tutto il globo ed in ogni caso ho imparato molto e la mia vita si è sempre più arricchita.

Costruire una casa, mettere al mondo un figlio e scrivere un libro: tre realizzazini dell'uomo completo. Perché,all'inizio della terza età,si è impegnato in questa nuova avventura, giungendo a pubblicare in poco tempo ben quattro volumi autobiografici?
Mi è sempre piaciuto comunicare, avere amici e dividere con loro le mie esperienze, i miei entusiasmi e le mie scoperte. Ho cominciato per caso a scrivere quando nel '97 ho realizzato uno dei miei sogni più grandi: attraversare L'Oceano Atlantico con una barca a vela assieme a Stefania, mia moglie. Cinque duri mesi in balia delle forze del vento e del mare, dei capricci della natura e di tre uragani. La vita normale ci offre poche occasioni di immergerci così nella natura. Cinque mesi di incontri con balene,delfini, gabbiani, ma anche con gente semplice incontrata nelle baie isolate delle isolette dei Caraibi, delle Bermuda e delle Azzorre. Contatti meravigliosi con la natura e con Dio. Avevo raccolto qualche impressione nel computrer di bordo e ne ho tratto un libro, senza pretese, che però è piaciuto agli amici. Così ho scoperto un nuovo modo interessante di comunicare. Tre anni dopo ho ripetuto l'esperimento aggiungendo al resoconto di un'altra impresa di mare alcuni aneddoti di vita vissuta nei vari continenti in cui ho operato. Questo secondo libro, intitolato "Quando volano gli angeli", ha entusiasmato i miei amici ed è stato per me logico utilizzare il nuovo metodo per comunicare e dialogare ancora di più. È nato così il mio terzo libro, "Alle porte del cielo", non più legato alla navigazione a vela, ma espressione di una filosofia semplice, di riflessioni familiari, messe in bocca al cavallo con il quale condivido gran parte del mio tempo libero. Nell'ultimo volume, "Incontri con gli Dei" ho "tradotto" il bisogno che sento di raccontare. È nato due anni fa', allorché mi sono trovato in ospedale per tre mesi con tanto tempo per pensare e ricordare. Inchiodato a letto o sulla sedia a rotelle mi ha tenuto compagnia un laptop; mi è stato così possibile digitare vari fatti, ricordi e sensazioni di una fase particolare della mia vita. Gli anni avventurosi trascorsi in Kenya. Ma ho ancora molto da raccontare e troverò sicuramente il tempo per farlo. Il mio quinto libro è già in cantiere.

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